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	<title>Commenti a: www.comunistiuniti.it</title>
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	<description>avanzando senza sosta, su terreni accidentati</description>
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		<title>Di: federico</title>
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		<dc:creator>federico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 16:00:29 +0000</pubDate>
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		<description>Ai comunisti, alla sinistra pisana

 

In questi giorni, si sta verificando un vero terremoto nella sinistra e non saranno pochi e sparuti risultati locali a restituirci ottimismo, o peggio ancora a nascondere la situazione di arretramento reazionario, politico-sociale e ideologico-culturale, in cui è sprofondata l’Italia.

 

Rifondazione, con la sfiducia al segretario Giordano, sta cercando di mascherare le scelte politiche degli ultimi due anni; tuttavia, ad esser delegittimati non possono essere solo Giordano e Bertinotti, ma scelte sciagurate che hanno devastato la teoria e la pratica politica dei comunisti, riducendone l’azione solo nei termini funzionali alla presenza istituzionale, sia  nei governi locali che in quello nazionale.

 

Lo stesso discorso vale per la classe dirigente del PdCI e dei Verdi, che hanno taciuto di fronte alle scelte più sbagliate del Governo Prodi; a maggior ragione per la Sinistra Democratica, costola dl Partito Democratico con una mentalità esclusivamente “governativa” e composta di tanti “colonnelli”, amministratori che si sono mossi per lo più solo in funzione di accordi subalterni al nuovo centrismo veltroniano.

 

In questi anni la cosiddetta sinistra radicale, e soprattutto i due partiti comunisti, hanno avuto consensi con un preciso mandato, che è stato invece completamente disatteso.

Anziché ritirare le truppe dalle zone di guerra, sono aumentate le spese militari e le presenze dell&#039;esercito italiano nelle missioni militari; invece di rafforzare il potere di acquisto delle pensioni e dei salari sono arrivati rinnovi contrattuali di pochi euro che suonano come una beffa per i lavoratori e le lavoratrici.

 

A distanza di una settimana non è stato ancora fatto un serio bilancio della debalce elettorale: le cause profonde del fallimento della politica di Bertinotti e Giordano, ma anche di Diliberto e di tutto il gruppo dirigente di maggioranza di Rifondazione e del PdCI stanno in uno spostamento a destra dell’elettorato e della società, riflesso sul piano elettorale di idee e pratiche xenofobe, fascistoidi, squadriste che stanno emergendo ovunque.

 

Alcuni di noi da tempo hanno promosso un percorso aperto per una fase costituente che permetta ai comunisti di riaggregarsi, di abbattere le vecchie barriere e divisioni ma nello stesso tempo di affrontare il proprio passato senza reticenze e opportunismi, nella coerenza tra la teoria, l&#039;analisi della realtà e la pratica politica.

Serve oggi superare le logiche puramente identitarie e di gruppo se vogliamo aprire una fase di ricostruzione della presenza comunista in Italia, perché nessuno sfugge alla sconfitta e al rischio dell’irrilevanza politica e programmatica: occorre ricostruire un percorso comune, sulla base della pari dignità tra chi in questi anni ha vissuto l’esperienza istituzionale e chi è rimasto per scelta fuori dalle istituzioni.

 

Per questi motivi, nei prossimi giorni lanceremo a Pisa una assemblea cittadina aperta a tutti i comunisti, organizzati e non ed esteso ai firmatari (di cui abbiamo la disponibilità ad intervenire del primo firmatario, Ciro Argentino) dell&#039;appello ai comunisti pubblicato nei giorni scorsi dai giornali.

 

Sono tutti invitati, singoli e realtà organizzate per una discussione a tutto campo, per riprendere la discussione e agire con coerenza a partire dal territorio pisano.

 

I compagni e le compagne del Coordinamento per l&#039;Unità dei Comunisti di Pisa

per info 3498494727, 3491636503,3291327292</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ai comunisti, alla sinistra pisana</p>
<p>In questi giorni, si sta verificando un vero terremoto nella sinistra e non saranno pochi e sparuti risultati locali a restituirci ottimismo, o peggio ancora a nascondere la situazione di arretramento reazionario, politico-sociale e ideologico-culturale, in cui è sprofondata l’Italia.</p>
<p>Rifondazione, con la sfiducia al segretario Giordano, sta cercando di mascherare le scelte politiche degli ultimi due anni; tuttavia, ad esser delegittimati non possono essere solo Giordano e Bertinotti, ma scelte sciagurate che hanno devastato la teoria e la pratica politica dei comunisti, riducendone l’azione solo nei termini funzionali alla presenza istituzionale, sia  nei governi locali che in quello nazionale.</p>
<p>Lo stesso discorso vale per la classe dirigente del PdCI e dei Verdi, che hanno taciuto di fronte alle scelte più sbagliate del Governo Prodi; a maggior ragione per la Sinistra Democratica, costola dl Partito Democratico con una mentalità esclusivamente “governativa” e composta di tanti “colonnelli”, amministratori che si sono mossi per lo più solo in funzione di accordi subalterni al nuovo centrismo veltroniano.</p>
<p>In questi anni la cosiddetta sinistra radicale, e soprattutto i due partiti comunisti, hanno avuto consensi con un preciso mandato, che è stato invece completamente disatteso.</p>
<p>Anziché ritirare le truppe dalle zone di guerra, sono aumentate le spese militari e le presenze dell&#8217;esercito italiano nelle missioni militari; invece di rafforzare il potere di acquisto delle pensioni e dei salari sono arrivati rinnovi contrattuali di pochi euro che suonano come una beffa per i lavoratori e le lavoratrici.</p>
<p>A distanza di una settimana non è stato ancora fatto un serio bilancio della debalce elettorale: le cause profonde del fallimento della politica di Bertinotti e Giordano, ma anche di Diliberto e di tutto il gruppo dirigente di maggioranza di Rifondazione e del PdCI stanno in uno spostamento a destra dell’elettorato e della società, riflesso sul piano elettorale di idee e pratiche xenofobe, fascistoidi, squadriste che stanno emergendo ovunque.</p>
<p>Alcuni di noi da tempo hanno promosso un percorso aperto per una fase costituente che permetta ai comunisti di riaggregarsi, di abbattere le vecchie barriere e divisioni ma nello stesso tempo di affrontare il proprio passato senza reticenze e opportunismi, nella coerenza tra la teoria, l&#8217;analisi della realtà e la pratica politica.</p>
<p>Serve oggi superare le logiche puramente identitarie e di gruppo se vogliamo aprire una fase di ricostruzione della presenza comunista in Italia, perché nessuno sfugge alla sconfitta e al rischio dell’irrilevanza politica e programmatica: occorre ricostruire un percorso comune, sulla base della pari dignità tra chi in questi anni ha vissuto l’esperienza istituzionale e chi è rimasto per scelta fuori dalle istituzioni.</p>
<p>Per questi motivi, nei prossimi giorni lanceremo a Pisa una assemblea cittadina aperta a tutti i comunisti, organizzati e non ed esteso ai firmatari (di cui abbiamo la disponibilità ad intervenire del primo firmatario, Ciro Argentino) dell&#8217;appello ai comunisti pubblicato nei giorni scorsi dai giornali.</p>
<p>Sono tutti invitati, singoli e realtà organizzate per una discussione a tutto campo, per riprendere la discussione e agire con coerenza a partire dal territorio pisano.</p>
<p>I compagni e le compagne del Coordinamento per l&#8217;Unità dei Comunisti di Pisa</p>
<p>per info 3498494727, 3491636503,3291327292</p>
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