Ladytux

avanzando senza sosta, su terreni accidentati

volevo fare autocritica…

Posted by ladytux su aprile 18, 2008

ma poi nel post di ieri, tra i commenti ce ne era uno di un militante di SD e rispondendo a lui, parte dei problemi della sinistra sono venuti fuori. Visto che secondo me è un buon punto di discussione, anche se non esaustivo, riporto il mio commento con risposte dirette sotto il suo..

Domani magari continuo con cosa si deve fare secondo me a sinsitra. dalle sezioni alla cultura di sinsitra (non i 6 tomi di spriano, quella che inculca di nuovo nella gente la parola solidarietà e toglie “razzismo”)

in grassetto Stratex, testo normale le mie risposte.

ciao lady,

la sinistra ha perso per i motivi che ha esposto Roberto Mangabeira Unger nel suo saggio “Democrazione ad alta energia”, di cui trovi una breve sintesi a questo link:
http://lampidipensiero.wordpress.com/2007/09/09/roberto-mangabeira-unger-un-filosofo-e-un-manifesto-per-la-nuova-sinistra/

Trovi inoltre altre mie considerazioni qui:
http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/04/16/letture-radical-chic/

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ti posso trattaremale da subbbito? D
i link li leggo dopo…e nel caso farò ulteriori considerazioni, magari diciamo le stesse cose, ma vado prima con la valutazione a caldo ma la sinistra ha perso *anche* per questo. (io per sapere cosa pensa stratex e mangabeira devo aprire tre link? c’è un problema di comunicazione sostanziale)
poi io i link me li vado a leggere, ma io ho un altro interesse e un altro impegno..ed altri impegni durante il giorno…già chi passa su questo blog dopo otto ore di lavoro e tre di mezzi per spostarsi da lavoro a casa…magari non ne apre mezzo di link e tu il messaggio non l’hai dato… non sei arrivato al massimo numero possibile di visitatori…ci siamo?)
ad uno che prende 500 euro al mese, non gliene frega un tubo di Mangabeira… Ovvio che da parte nostra star li a leggersi le analisi politiche e crogiolarsi nello studio del termine “bene” di marx che però Engels, che però poi togliatti che però poi lenin… ci piace e tanto…
(guarda su kilombo che fini politologi e dotti e storici siamo… sono loro..) MA… se nel 40 gli operai con la terza media capivano pavese e calvino, OGGI nel nuovo millennio i “laureati” non capiscono gli articoli dei giornali. Fagli leggere Rossana Rossanda e vedrai facce allibite alla terza riga.
Chi votano? Calderoli, e i due partiti che dicono slogan e balle stupidi, che se un cittadino solo ragionasse, troverebbe da solo le tremila contraddizioni che hanno sia gli slogan sia le balle.
LA colpa di chi è? dell’operaio che torna con 500 euro si stravacca sul divano apre un telegionrale a caso e registra le balle (e non ha voglia, giustamente, di rifletterci) o di chi non fa in modo di piantarla (almeno con la gente) di fare i fini linguisti (bertinotti ad esempio..rincoglionisce perfino me che seguo la politica..tre minuti e lo lacio ai suoi ragionamenti) e parlare pane al pane e vino al vino.
Silvio non è uno con il conflitto di interessi, silvio è mafioso. vi piace avere un mafioso? si/no.
(ovvio che semplifico e troppo ma è per spiegarmi meglio)
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Ne aggiungo alcune a beneficio del dialogo e dell’analisi.

Ieri sera ero a Genzano a parlare della situazione post elettorale con i compagni di sinistra democratica, nella sede di Via Buozzi.
Non nascondo che vi sono alcune divervgenze di fondo, che non ci impediscono però di dialogare e di comunicare.

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Aspè.. le divergenze di fondo bisogna vedere quali siano e che importanza abbiano, nel mio caso e nella mia ottica di “sinistra” (sono una tesserata,non rappresento nessuno per cui parlo per me) Le divergenze che posso conoscere e riscontrare sono in base a SD nazionale, perchè se già parlo con un sd toscano mi trovo perfettamente in linea (diciamo che è un comunista travestito da sd) se parlo con un altro mio amico di trieste siamo agli antipodi su determinate cose…ma è ovvio, io non credo di pensarla allo stesso modo di TUTTI i pidiccini d’italia bisogna vedere SU cosa si diverge. Non so come la pensino le singole persone di sd di genzano (per poca conoscenza e per il poco tempo passato insieme per fare “due chiacchiere” )
Ma ora m’hai messo la curiosità, tu che divergenze riscontri? Così vedo se genzano è più triestino o toscano D
Come avrai letto sia in cornettiecappuccino che su questo blog qui, venendo dal comunismo, essendo comunista, essendo berlingueriana, i valori basilari per me sono 4/5… fondamentali… e che per me rispecchiano la definizione di sinistra (poi oggi ognuno c’ha la sua… ho letto che il pd è la vera sinsitra italiana…all’epoca mastella era comunista per i destri, per cui non mi stupisco più di nulla ) Rispetto e difesa delle minoranze, contrasto delle ingiustizie, questione morale senza se e senza ma, salvaguardia della costituzione e dei diritti (i nuovi diritti da conquistare non ce li metto solo perchè ci tocca riprenderci i vecchi..avremo da fare per 10 anni solo per quelli :()antifascismo (senza se e senza maanche) laicità (sempre costituzione è ma specifico) …e ne mancherà qualcuno essenziale, ma capisci che la stanchezza per una campagna elettorale estenuante ci sta. basta far capire il punto.
Anzi aggiungo…con le parole di un vecchio demodè comunista (per qualcuno, non per me) … la lotta per la “causa”. A me non piaceva SA, non piaceva il simbolo, l’obiettivo però era un altro, avere una sinistra e difendere una sinistra e ricominciare una sinistra…mi sono sbattuta per l’obiettivo… poi dopo ci sarebbe stato il tempo per discuterne (prima non c’è stato oggettivamente)Esattamente come i responsabili compagni dell’ernesto di rifondazione hanno fatto… erano incazzati neri, con la dirigenza, con il simbolo, con la linea…ma l’obiettivo e la “causa” li ha portati a difendere comunque il voto ad SA. (ci saranno anche altri, ti nomino questi) Certo la figura fatta durante le candidature di SA con i verdi (era milano?) che hanno protestato per le poltroncine…non aiuta. Quando Longo disse a berlinguer che gli toccava l’organizzazione del pci del lazio, Enrico non era contento…ma non è che ha detto “ah no me ne vado” HA LAVORATO PER UN OBIETTIVO.
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Qualcuno ieri sosteneva che per riprendersi, la sinistra deve recuperare il contatto con gli operai.

Come vedrai nei post che ho linkato, la mia posizione è diversa. Io considero definitivamente superata e da archiviare buona parte dell’analisi marxista e leninista. Essa non è adeguata a leggere la realtà di oggi, che presenta caratteri distintivi essenziali rispetto alla situazione che la società possedeva alla fine dell’800.

Oggi, la struttura del lavoro si è profondamente modificata e con essa si è modificata la società. L’operaio in senso tecnico è una figura marginale in un mondo del lavoro che presenta circa 11 milioni di lavoratori tra precari, sommersi clandestini e disoccupati. L’altra buona parte è fatta di lavoratori del terziario. Residuano lavoratori industriali e dell’agricoltura. Per tacere della grande massa di dipendenti pubblici e di persone che traggono un reddito dal settore no profit e volontariato. Tutti fenomeni che 150 anni fa non esistevano.

Per questo io sostengo che è fuori del tempo continuare a parlare di OPERAI e di PROLETARI. Anche chi sta nelle condizioni peggiori, oggi non rinuncia a consumi un tempo vissuti come superflui e oggi irrinunciabili (telefonino, tv satellite…), o perlomeno fa di tutto per non rinunciarvi. Ciò a cui si deve far riferimento è il LAVORO ed i diritti ad esso associati, in funzione delle differenti tipologie. Perché la vera emergenza continua ad essere l’iniquità fra la produzione della ricchezza e la sua distribuzione, non la protezione di questa o di quella categoria di lavoratori.
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arieccoti! aridajie…
la sinistra deve riprendere il contatto con il TERRITORIO… marx e lenin ce li leggiamo internos per la valutazione delle convergenze e delle sivergenze storiche e per i “consigli” di cammino, che servono sempre. Io ho trovato delle dritte con un libro di togliatti che ricontestualizzate sono oro..ma non vado al bar a spiegare uolter e il pd partendo da de gasperi..Uolter ha preso voti perchè ha fatto campagna con Totti..

Io, di sinsitra devo parlare con la GENTE, devo rispondere alla GENTE, che sia operaio (che esistono e votano forza italia) che sia la pensionata che vuole solo sfogarsi dei cazzi suoi, che sia lo studente, che sia il precario, che sia quello che gli rode il culo (sorry) perchè la domenica mattina alle 6 suonano le campane (io). Nel 2006 abbiamo fatto una campagna elettorale sul “cuneo fiscale” la gente non sa nemmeno se si dice euro o euri e tu che dici? “cuneo fiscale,congiunture economiche o pil (non lo sa nemmeno fassino cosa sia..l’unico che sia riuscito a far passare tremonti per un genio del dibattito politico)?

perndiamo un esempio a caso? la sicurezza sul lavoro. imprenditori criminali, ok. I sindacati però a rompere le balle all’imprenditore ed a CONTROLLARE che la sicurezza e la manutenzione ci sia…dove sono? lavorano e alle 18 vanno a casa? Beh, la politica qualcuno disse è “fatica e sangue” dalle 18 alle 19 resti al lavoro a sbatterti per il tuo popolo e la tua gente. (tua e altra ovviamente)
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Lo slogan da adottare, secondo me non è “lavoro sicuro”, ma “troppo lavoro, pochi soldi, un ambiente compromesso: vogliamo una vita felice!”

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si ma lo diciamo pacatamente…e serenamente… D (si vede la radice diessina :D)
basta con gli slogan.

fatti. è ora di fare fatti e la sinistra i fatti reali o non li fa perchè s’è rilassata (sotto Cossiga c’avevi il pepe al culo ..sorry ma pane al pane vino al vino..oggi stavamo in relax..) o li fa e non li sa nessuno. quindi nuovamente problema di comunicazione.E non è un problema di tv, negli anni 30 le comunicazioni alla gente arrivavano più di oggi.
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Su questo punto, la discussione continuerà, perché siamo scesi ad analizzare il senso della produttività del lavoro, ma poi eravamo stanchi e non siamo andati oltre.

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posso andare schietta? cioè avete PARLATO di lavoro e di produttività e vi siete stancati… vi siete fatti le “pippe” culturali? (che ben vengano ma non in tempo di terremoti) sotto il fascismo perdevano ore a parlare di comunismo e lenin o cercavano le armi? ricontestualizzando, è ora di cercare “cosa” fare concretamente e subito. E non parlando di produttività, passando al bar e chiedendo alla gente “ma tu che vuoi?” (non così che ti ci mandano :D)
Possiamo anche parlare di ford smith e keynes…intanto un operaio ti muore e tu, di sinistra non c’eri. E invece là devi essere, in fabbrica a sporcarti le mani…sei il sindacalista esterno? vai in giacca e cravatta in fabbrica? L’operaio ti deve vedere come uno di loro o ti vede come uno che sta attento a non sporcarsi il cappotto? Sei un sindacalista interno? ti fai il culo gli pari il culo e se serve gli dai una mano..anche se sei due livelli più sopra o lui è di destra.
Ma tornando… saranno state 4 ore di discussione… sai rispondermi dopo queste 4 ore…a me cittadino comunista…oh abbiamo perso, domani che si fa? gli dici torna che stiamo elaborando?
vuoi sapere domani che si fa? in tre minuti e la prima cosa che mi viene in mente? fai i volantini per una grande riunione (qui, roma, nazionale)per farti raccontare i loro problemi VERI e sentire cosa vogliono e se TI AIUTANO AD AIUTARLI. non sarai tu od io sarà TUTTA quella gente che si attiverà per la loro istanza. ma se resti a parlare dei massimi sistemi a loro ma che risolvi? (sollecitata anche da ubimario negli altri commenti, e rielaborata)
in 4 ore quanta gente contatti? Per caso, volutamente, con una scusa?

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Da ultimo, ho sentito discutere se fosse meglio fare una federazione a sinistra o continuare la fondazione della SA.
La mia posizione è netta: prendere atto della crisi, sciogliere tutti i partiti che si trovano a sinstra del PD e avviare una stagione costitunte, basata su un principio di partecipazione dal basso e con un unico obiettivo: costituire un soggetto in grado di superare la crisi, progettare un’idea nuova di società, attraverso il dialogo con quello che dovrà essere il suo elettorato di riferimento.
E nel suo nome non ci dovrà essere nessuna di queste parole: comunismo, socialismo e sinistra. Termine che sono talmenti abusati e incrostati di negatività storica, da risultare indigesti a tutti.
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nemmeno sinistra??? tutti chi? tutti sd? (non lo so, chiedo)
a me no, con queste tre righe ti sei perso una potenziale elettrice… poi mi chiedi perchè la sinistra perde? tu hai dato la tua visione di un partito aperto (maanchechiuso) definendo già come deve essere e cosa deve eliminare, denigrando, ad esempio i miei punti di riferimento. Non m’offendo, ovvio, ti faccio notare cosa fa saltare sulla sedia me.
Ti sei perso in tre righe tutta rifondazione e tutti i comunisti italiani e tutti i socialisti…sono pochi? Termini che sono abusati… se vuoi un partito “aperto”come dici tu devi chiederlo a chi ci entra qual è il termine che per lui è abusato e quale no… Stesso errore di giordano e bertinotti…e rifondazione ha subito il tracollo.Non solo, alla pari di bertinotti che i suoi militanti “dovrebbe conoscerli” tu che lissù vedi che c’è tutta la storia del pci fatta di manifesti e di falci e martelli lo sai… politicamente hai fatto una scivolata luuuuuuuuuuunga…bocciato D Per fortuna io non devo votare stratex, per cui il danno reale è nullo.Ma è un altro degli “anche” per cui SA ha toppato. Qualcuno (berty) ha deciso che il comunismo è una “tendenza” come dicono ad oxford unpardipalle! il comunismo è un modo di vivere tutti i giorni e in tutte le cose che fai. Ma lo vuoi chiedere al tuo elettorato se per loro è una tendenza? non a me, ad RC…Mussi non è d’accordo? io mica gli dico che il socialismo è morto o è una tendenza o che visti gli ultimi anni del socialismo magari famo finta che non esiste… a lui piace? mi porta istanze che posso condividere? bene. ma venire a decidere cosa sia la mia realtà e quali i miei valori politici..eh no (era berty ma più o meno anche mussi)

altra domanda, (non per farmi gli affari tuoi, ma per il discorso in sè) la discussione l’avete fatta in 4/5 o con la sezione piena? vi siete parlati tra amici o avete chiesto a tutta sd , gente di sinistra, chi ti pare, lui come la pensa?

la sinistra deve scendere dal piedistallo culturale ed intellettuale (che c’è è una bella cosa, ma oggi si perde troppo tempo e non ti fai capire)

D’accordo allo scioglimento di sa, non del partito in cui mi riconosco e in toto e in cui milito. Se ci milito e milito lì e non altrove, un motivo ci sarà. Per quanto riguarda SA ero votata alla “causa” per il “senso del dovere e salvaguardia della sinistra parlamentare” ma se una cosa buona è venuta da questa situazione funerea, è che dirigenza di rc finalmente viene sbattuta fuori. Una dirigenza che vieta un congresso ai suoi militanti è qualcosa di obrobrioso. Onore ai compagni di RC che pur incazzati hanno portato avanti l’obiettivo.
tutto questo, secondo me…magari sono tutte cazzate ed è un “gvosso schevzo”

besos rojos
ladytux

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12 Risposte to “volevo fare autocritica…”

  1. mario said

    Fai un sacco di domande ma non riesco a trovare neanche una riga su quello che pensi te.
    Ti chiedi perché è successo. E’ come chiedersi perchè Mussolini fece diventare fascisti milioni di italiani senza però voler andare fino in fondo su quello che fece la sinistra allora.
    E’ successo, a mio modo di vedere,perchè il berlinguerismo ha prodotto fino in fondo i suoi effetti. Prima nel PCI e poi, onda lunga, sul resto della società italiana.
    L’atteggiamento della sinistra di governo è stato un mix tra voglia di far sentire la voce e necessità di rimanere in riga perchè c’era l’altro.
    Una specie di aventino alla rovescia.
    La cultura dei sacrifici.
    In una società in cui spacchi i maroni sull’onestà richiesta agli altri, in cui la comunicazione è veloce e sintetica vedere gente che si incartava per spiegare le troppe contraddizioni di quello che si faceva e che pesava sulle tasche della gente ha prodotto i suoi frutti.
    Certo la lega è il peggio di quella roba. E’ rassicurante come i nazisti che passavano il loro tempo a cantare canzoni con gli anziani nei bistrot per rassicurarli, ha una raffigurazione plastica della sicurezza con le sue guardie padane.
    Però c’è. E’ tra le persone. Dice al padroncino, che molti soloni catalogano come imprenditore, “guarda che se tu lavori 14 ore al giorno e guadagni un cazzo è perchè gli altri arrivano da fuori, lavorano in nero e sono disposti a tutto”
    E noi cosa facciamo? Quando i camionisti mettono i camion di traverso diciamo che sono fascisti perchè li rappresenta uno di Forza Italia. Stì cazzi dico io. Invece di andare e lavorare con quella gente li criminalizzi. Bel risultato.
    Certo la composizione di classe è mutata, ma ci sono sempre 7 milioni di operai. Non sono scomparsi. Quelli che ci raccontano che le categorie dell’800 non rappresentano la realtà , non vedono che gli altri non fanno altro che utilizzare le loro (dell’800) senza rinunciarvi.Con cosa sostituiamo l’analisi della società? con niente, perchè come dici te i quattro ragazzotti che frequentano i blog in realtà non rappresentano i mutamenti. Solo se stessi.La società è cambiata, si è precarizzata. I lavori cambiano nome ma rimangono uguali nella sostanza. Come li classifichiamo i muratori? tra i servizi?o quelli che in fabbrica si occupano, lavorando in cooperativa, di movimentazione e assemblaggio?tra i servizi. Ed una cassiera con 800 euro al mese è o no una proletaria?Negri queste cose le diceva 30 anni fa (l’operaio sociale), e prima di lui Tronti. Ora non dico che lo devi sapere te come qualcun altro ha letto la società ma almeno smettiamola di dare credito a chi non ci ha capito un cazzo.
    Da dove ricominciare? guarda i leninisti (nel senso della militanza) oggi sono i leghisti. Ordinati disciplinati e tosti. Se la trovi, leggiti l’intervista fatta ieri a due operai che votano lega e che erano dei nostri. Lì trovi come trascorrono la giornata e perchè fanno quello.

  2. Alessandro said

    Beh Marx parlava di salariati in generale, quindi zio Karl è sempre attuale! 🙂 Bel post, incazzoso al punto giusto. Mi piace quando dici che il sindacalista deve farsi il culo anche per gli operai che votano a destra. Le maggiori critiche che sento fare ai sindacalisti di solito riguardano proprio il fatto che si creano clientele politiche e se ne sbattono degli altri.
    Proletari di tutto il mondo unitevi e prendeteli a calci se non fanno il loro mestiere. 🙂

  3. paolo said

    molto interessante. Sarà che sono di “area SD toscana” ma trovo valide alcune cose che dici, sul tornare a parlare con la gente e provare a dare risposte e sulla necessaria disciplina nel farlo. Però difficile che lo si possa fare arroccandosi in un partitino..

    Io Mangabeira lo leggerei, tanto vedrai che in tv non ci sarà niente da guardare per parecchio 🙂 (lo leggerei nel senso che vedere quello che fanno e pensano altrove mi sembra vitale, o no?)

  4. @mario:
    ma qual’è l’intervista agli operai, quella su repubblica, fatta a Brescia e Genova ?
    In pratica queste persone dicono in genere “ho votato lega perché penso solo ai cazzi miei”. Ma come recuperarli ? Persone così sono perse umanamente prima che elettoralmente.

  5. guevina said

    Io ci penserei un attimo prima di ridurre Marx ad “Una semplice tendenza di pensiero”… 😀
    Il problema fondamentale del paese è la netta suddivisione tra classe capitalista e classe sottoproletaria, dove la prima sfrutta e affama la seconda.
    Potete modernizzare quanto volete i termini capitalista e sottoproletario, ma temo che questo non aiuterà né a comprendere né a correggere.
    La lega oggi, rappresenta esattamente il mussolini di ieri. L’operaio volle mussolini, lo acclamò. Succede sempre così, storicamente, quando il benessere materiale si sviluppa più in fretta della civiltà. (Non lo affermo io, ma guardacaso Tocqueville) L’unica cosa che si tende a difendere è il benessere, anche a rischio della libertà.
    E mettiamoci dentro, se volete, anche il dilagare scientifico dell’ignoranza che va a spiegare piccole e grandi incongruenze:
    l’ICI, per esempio. La prima tassa che verrà abrogata, dal governo del federalismo fiscale. La prima tassa veramente rispondente al federalismo fiscale.
    Vada per l’autocritica, vada per le analisi, vada per le linghe ed estenuanti riunioni di sezione, vada per i dibattiti, ma a mio avviso se sarà possibile ritrovare l’unità, lo sarà solo partendo dalla piazza, e state certi che non mancherà occasione.
    R. COMUNISTA SENZA SE E SENZA MA

  6. Alessio said

    Cara Ladytux secondo il mio modesto parere hai perfettamente ragione.
    Gli ideali comunisti ce li teniamo ben stretti, così come le nostre noiosissime letture marxiste-leniniste 😀
    Tuttavia all’impiegato precario che lavora 8 ore al giorno compreso sabato e domenica, non ci possiamo mettergli a parlare di un mondo di sogno dove tutti si vogliono bene e si lavora il giusto, perché come minimo ci mandano a quel paese, come dici tu! 🙂

    La soluzione è certamente parlare con loro evitando di filosofeggiare, ma al contrario cercando di trovare soluzioni per i problemi contingenti, attuali. Se veniamo apprezzati per quello che facciano nel presente, la filosofia comunista l’apprezzeranno da soli 🙂 Spero che nella mia sezione saranno d’accordo con questo, sicuramente stamperò il tuo post e ne leggerò alcuni punti ai compagni!

  7. mario said

    @conteoliver,
    no l’intervista è fatta a due che lavorano a Torino in Fiat e non dice proprio quello che dici te.Ed è fatta dalla Stampa.
    Come recuperare è la questione. Io direi di guardare anche a quei 10 milioni di persone che non votano.In ogni caso se non torni al conflitto, partendo dal territorio è dura.
    Faccio due esempi.
    1- criminalità- una volta il rapporto che si aveva con lo spaccio della droga era molto chiaro, se vieni a spacciare nella zona in cui faccio militanza e dove ho il circolo ti sprango.Oggi presidi di gente che fa politica nei quartieri popolari non ce n’è, in compenso è pieno di spacciatori (esempio San salvario torino).Chi ha riempito quel vuoto? La lega con le sue parole d’ordine ed ha sostituito tutta la visione ed i valori nostri sull’argomento con i suoi. Ha riempito un vuoto da destra.
    2- classe sociale- le ristrutturazioni selvagge hanno mandato sul “mercato” un sacco di gente. Operai si sono improvvisati ambulanti o padroncini. Chi era più fortunato si è comperato una licenza di taxi.Molti hanno messo su una cooperativa che lavora nella stessa fabbrica solo che adesso sono lavoratori dei servizi.
    la nostra analisi si è fermata solo al punto di dire “sono imprenditori” non sono più classe operaia quindi che cazzo ho da spartire con quella gente.
    Ma le condizioni di vita e di lavoro le abbiamo esplorate? i loro redditi?
    Loro si sono trovati fuori da luoghi in cui l’aggregazione ed i grandi numeri ti facevano sentire parte di una collettività.Dopo solo individui isolati a cui sono mancati punti di riferimento.
    Io dico di rivedere sì gli schemi ma facendo attenzione che la scomposizione e la ricomposizione degli individui non sfugge alle loro condizioni materiali.Solo che bisogna essere presenti e farsi il culo dove loro esistono.

  8. rigitans said

    la sinistra è in crisi, tutta. ormai si è capito che comunque vada esisterà un partito comunista autonomo, quindi il progetto sinistra arcobaleno pare fallito in sè, a meno che non si calmino le acque.

    sicuramente è chiaro che le identità sono troppo importanti per farne a meno, quindi l unica solzuione alla fine della sa è una federazione, in cui la sinistra plurale(così dovevano chiamarla) doveva essere aperta ai movimenti, alle associazioni, agli indipendenti di sinistra.

    a questo punto, se è definitivo che i comunisti si uniranno e scinderanno dalla sinistra arcobaleno, è chiaro che al massimo si possa fare una coalizione tra socialisti(sinistra democratica+partito socialista), verdi e comunisti.

    il tutto a partire da nuove dirigenze, altrimenti ci prendiamo solo in giro.

  9. stratex said

    Chiamato in causa in modo così diretto, non posso sottrarmi al dibattito, anzi partecipo con piacere, sempre sperando di poterlo fare dal vivo, magari proprio a Genzano.

    Sono stra-d’accordo con lady per quanto concerne la necessità di riappropriarsi del contatto con le persone (non mi piace il termine gente, scusa, al massimo accetto cittadini, soprattutto se stiamo parlando di politica). Il problema è “CHE GLI DICI?”, ovvero oltre ad ascoltare quali sono le sue eisgenze, poi che soluzioni gli proponi, ovvero qual è la tua proposta politica e di governo?

    Elaborare una sintesi politica, una proposta politica ed un programma di governo sono aspetti non disgiunti dello stesso tema. Puoi formulare un programma ed una proposta solo se ha una sintesi politica cui fare riferimento e dei valori che ti guidano. Altrimenti, fai marketing. O del bieco populismo d’accatto.

    Provo a spiegarmi meglio. I lavoratori dipendenti mi dicono: siamo strozzati dall’aumento del costo della vita. Cosa gli propongo io? Sul piano della sintesi e della proposta politica qualunque cosa gli racconto, non gli risolvo nulla. Sul piano dell’azione governativa gli devo dare delle risposte concrete. Nella fattispecie, ho molte alternative, delle quali solo alcune sono “di sinistra” e sostenibili. Posso aumentare il livello degli stipendi, abbattere la imposizione sui redditi, posso modificare le aliquote IVA per rendere più economici i beni primari, posso fornire servizi gratuiti, ecc. MA potrei decidere di attuare una ricetta keynesiana e di indebitare ulteriormente lo stato per fare investimenti pubblici, mettere denaro in circolazione, far lavorare più gente e potrei continuare qualche ora con altre ipotesi. La domanda è: quale risposta dare? Se non hai definito a priori la tua strategia politica non puoi mai sapere qual è la cosa giusta da fare.

    Guardiamo il governo Prodi: abbiamo i conti in ordine e le pezze al culo. Un governo nato da un’alleanza di centro sinistra ha prodotto politiche liberiste, un generale arretramento del livello di distribuzione della ricchezza e una disfatta dei valori della laicità. Perché? Perché l’importante era andare al governo e togliere di mezzo BB.

    Ovvero: convinci con il buon governo, ma non si capisce da che parte stai.

    Quindi, dico io, l’azione senza pensiero strategico, senza un’idea di futuro non può esistere.

    Uno dei grossi problemi della sinistra italiana, oggi, e si badi che rappresenta un nodo da sciogliere PRIMA di lavorare fra la gente, è l’assoluta mancanza di una prospettiva condivisa di FUTURO. Negli anni del dopo guerra, c’era il sogno di costruire una società migliore e più giusta. Per qualcuno era il modello socialista, per qualcuno quello comunista, per altri quello social democratico. Ad oggi hanno fallito tutti. Ha vinto il capitale rapace basato sul consumo a tutti i costi.

    E noi che cosa abbiamo da proporre, di fronte a questa vittoria indiscussa? La Dittattura del Proletariato? La lotta di classe? Il Comunismo Reale? Il Comunismo all’italiana delle piadine e delle feste dell’unità? Che maschera una potentissima macchina di profitto nata dalle cooperative (bianche e rosse beninteso) che, degenerando, hanno creato un sistema di dominio della produzione e della distrubuzione alimentare che DECIDE INDIPENDENTEMENTE DAL MERCATO I PREZZI CHE OGGI NON POSSIAMO PIU’ PERMETTERCI DI PAGARE?

    Credo che dovremmo porci problemi di questo tipo, prima di tornare a dialogare con la gente, altrimenti che facciamo, ascoltiamo e poi gli diciamo che siccome il comunismo vive in noi, allora si devono fidare e mandarci in parlamento solo per questo?

    A me sembra poco praticabile. Comunque parliamone. Anche si mi pare evidente che la gente (azz! l’ho detto) ha chiaramente fatto intendere che certi valori NON LI RICONOSCE PIU’. O se ne prende atto e si fa una svolta ideale oppure si rimane al palo. A quel punto, si può anche decidere di lasciar stare e fare origami per tutta la vita.

    Nella mia visione della società moderna, essere comunisti ed essere di sinsitra sono due concetti che non sono perfettamente sovrapponibili. Oggi esistono elementi connotazione della sinistra che non hanno nulla a che fare con il comunismo, che attraverso l’industrialismo e il mito della pianificazione ha creato ecomostri come le centrali di Chernobyl e deserti dove un tempo erano terreni fertili.

    Non a caso, ho parlato di aspetti ecologici. Questo è un tema importante. Che cosa vuol dire essere sinistra rispetto all’ambiente? E questo giusto per fare un esempio.

    Tornando al lavoro e accettando il paradigma operaista, oggi cosa vuol dire stare dalla parte degli operai? Gli operai sono una categoria diversa da quella che si poteva tranquiallamente definire all’inizio del ‘900.
    Oggi esistono persone che laureate, svolgono un lavoro intellettuale che è equivalente a quello di un operaio dell’inzio del ‘900! Stesso livelli di alienazione, stesso posto marginale nella società con in più il problema del precariato.

    Noi a QUESTI operai, che spesso stanno dietro una scrivania, in un negozio, o magari in giro a vendere, che cosa abbiamo da proporre?

  10. ladytux said

    @stratex…
    “Il problema è “CHE GLI DICI?”, ovvero oltre ad ascoltare quali sono le sue eisgenze, poi che soluzioni gli proponi, ovvero qual è la tua proposta politica e di governo?”**

    non credo che chi parla con ladytux oggi, si aspetta da ladytux una proposta di governo. (anche perchè sarebbe un pazzo) ma se ladytux sta in fabbrica e nel momento che deve decidere se rischiare il suo posto per difendere l’opinione di un altro collega…penso che dopo sei mesi, il collega, quando gli dico..io mi riconosco in questi qui per questi motivi e questi valori, non credo che il collega penserà “ma questa chi è? ma che vuole?”
    Perchè i voti che ho recuperato io a genzano erano di mamme che hanno visto il mio lavoro (gratis) con i figli? mica me l’hanno chiesto che ne penso del vaticano,
    del cuneo fiscale e co. se a me elettrice, uno mi dice ” redistribuzione della ricchezza, questione morale, solidarietà, ambientalismo” e poi vedo che è uno che getta bicchieri di plastica dal finestrino, si scansa se c’è un immigrato, non fa un tubo sul territorio se non venirmi a chiedere voti..ma può anche promettermi e giurarmi che dorme con il capitale di marx…ma io non voto nessuno che si ricolleghi a lui. lui, il partito o la coalizione.

    **Elaborare una sintesi politica, una proposta politica ed un programma di governo sono aspetti non disgiunti dello stesso tema. Puoi formulare un programma ed una proposta solo se ha una sintesi politica cui fare riferimento e dei valori che ti guidano. Altrimenti, fai marketing. O del bieco populismo d’accatto.**

    io direi che chi deve fare sintesi politiche le faccia, io militante devo non solo avere i Valori…ma dimostrarli tutti i giorni a loro. Il pd mi dice che è laico…ha mezzo vaticano dentro. il pd mi dice che è antifascista..ha fascisti in lista. mi dice che è per la legalità..ha condannati e mafiosi in lista.
    secondo te tra la finocchiaro del pd e la borsellino chi ha fatto la più dotta “analisi politica”? come mai la borsellino aveva vinto primarie e aveva avuto un buon risultato alle regionali e adesso con la finocchiaro il csx perde clamorosamente? Perchè la finocchiaro è stata messa li senza che abbia fatto nulla sul territorio?

    **Provo a spiegarmi meglio. I lavoratori dipendenti mi dicono: siamo strozzati dall’aumento del costo della vita. Cosa gli propongo io? Sul piano della sintesi e della proposta politica qualunque cosa gli racconto, non gli risolvo nulla. **

    appunto.

    **Sul piano dell’azione governativa gli devo dare delle risposte concrete.**

    stratex scusa, ma davvero mussi ti telefona per sapere che linea governativa tenere?

    **Nella fattispecie, ho molte alternative, delle quali solo alcune sono “di sinistra” e sostenibili. Posso aumentare il livello degli stipendi, abbattere la imposizione sui redditi, posso modificare le aliquote IVA per rendere più economici i beni primari, posso fornire servizi gratuiti, ecc. MA potrei decidere di attuare una ricetta keynesiana e di indebitare ulteriormente lo stato per fare investimenti pubblici, mettere denaro in circolazione, far lavorare più gente e potrei continuare qualche ora con altre ipotesi. La domanda è: quale risposta dare? Se non hai definito a priori la tua strategia politica non puoi mai sapere qual è la cosa giusta da fare.**

    essendo comunista io, la mia linea politica sarebbe ovviamente la prima. Il mio compito però è convincere le persone che è sacrosanto rendere economici i beni primari anche se a chi il costo dei beni primari non fa ne caldo nè freddo deve pagare più tasse. Devo oggi decidere se è un bene togliere soldi alle scuole pubbliche per darle ai privati? no, lo so già. Devo fare qualcosa per cui una cosa OVVIA diventi di dominio pubblico e se il figlio deve portare lui la risma di carta a scuola da casa, la colpa è di chi prende soldi statali per scuole “private”.

    **Quindi, dico io, l’azione senza pensiero strategico, senza un’idea di futuro non può esistere.**

    vuoi il pensiero strategico ladytuxiano? terra terra?
    primo: ridare al cittadino la “cultura di sinsitra” intesa come ho dei diritti li rivendico, ho delle esigenze le dimostro, ho dei problemi ma da solo non vado da nessuna parte, se ho dei problemi è inutile che io dica “è colpa di tizio o caio, io che sto facendo per risolverli”? I politici sono tutti truffatori…bene…quanti condoni ci sono stati due anni fa? Se io ho un lavoro precario è colpa dell’immigrato, o mio che voto chi candida confindustriali e fa politiche confindustriali? (giuste per gli industriali, ma dubito siano giuste per me)

    **Uno dei grossi problemi della sinistra italiana, oggi, e si badi che rappresenta un nodo da sciogliere PRIMA di lavorare fra la gente, è l’assoluta mancanza di una prospettiva condivisa di FUTURO. **

    più che la prospettiva di futuro manca l’idea di “condivisione” e se manca l’idea di “condivisione” da qui che si deve ripartire. Entrare nel circolo del il mio orticello è più bello del tuo è quello che porta poi al fatto che oggi, gente ha votato pd e non sa perchè (non lo sa nemmeno il pd).

    **E noi che cosa abbiamo da proporre, di fronte a questa vittoria indiscussa? La Dittattura del Proletariato? La lotta di classe? Il Comunismo Reale?**

    io (parlo sempre per ladytux persona comune, non per il patrito visto che non rappresento nessuno) propongo che chiunque abbia un problema, non glielo posso risolvere, ma posso dargli la mia disponibilità a provarci (magari glielo risolvo anche) Posso battermi con lui se vogliono licenziarlo chiudendo una fabbrica o semplicemente avendo mezza giornata di tempo reggergli i figli facendogli risparmiare i soldi della baby sitter (semplifico e faccio esempi stupidi ma nemmeno tanto).

    **Credo che dovremmo porci problemi di questo tipo, prima di tornare a dialogare con la gente, altrimenti che facciamo, ascoltiamo e poi gli diciamo che siccome il comunismo vive in noi, allora si devono fidare e mandarci in parlamento solo per questo?**

    esatto. Dare il buon esempio. Puoi dirmi che hai una politica straordinaria ma se sei uno stronzo non ti voto. La linea politica c’è e si conosce, tocca dimostrare che funziona.
    Pensa, hanno eletto tutto il pd senza linea politica e senza buon esempio…

    **A me sembra poco praticabile. Comunque parliamone. Anche si mi pare evidente che la gente (azz! l’ho detto) ha chiaramente fatto intendere che certi valori NON LI RICONOSCE PIU’. O se ne prende atto e si fa una svolta ideale oppure si rimane al palo.**

    primo problema, se io ho un valore non lo cambio perchè il sentore comune dice che non gli pace. è il mio. se scardino me dalle mie idee e valori di me che resta? (il pd lo fa…ma io non sono il pd, nè uolter)
    cioè visto che qualcuno è diventato egoista devo diventarlo anche io? no. Visto che tutti mi dicono che la “città” è pericolosa io resto chiusa dentro casa? mi chiedo allora perchè non dovrei votare pd o pdl. Io non ne prendo atto, ma ricomincio a diffondere i miei valori con più forza di prima.
    proprio perchè ci credo.

    **A quel punto, si può anche decidere di lasciar stare e fare origami per tutta la vita.

    **Nella mia visione della società moderna, essere comunisti ed essere di sinsitra sono due concetti che non sono perfettamente sovrapponibili. **

    per me si. per cui secondo te io dovrei annullarmi perchè tu non la pensi come me?

    **Non a caso, ho parlato di aspetti ecologici. Questo è un tema importante. Che cosa vuol dire essere sinistra rispetto all’ambiente?**

    denunciare se uno di “sinsitra” ha conflitti di interesse sull’appezzamento di terreno dove vuol fare l’inceneritore anche se è mio fratello o uno del mio partito?
    questo.

    **E questo giusto per fare un esempio.
    Tornando al lavoro e accettando il paradigma operaista, oggi cosa vuol dire stare dalla parte degli operai? Gli operai sono una categoria diversa da quella che si poteva tranquiallamente definire all’inizio del ‘900.
    Oggi esistono persone che laureate, svolgono un lavoro intellettuale che è equivalente a quello di un operaio dell’inzio del ‘900! Stesso livelli di alienazione, stesso posto marginale nella società con in più il problema del precariato.**

    per cui i fabbri e chi lavora nelle acciaierie non esiste più?
    senti, io sono laureata, in ufficio mi stresso, ma ringrazio iddio di non essere in un altoforno. A prescindere poi che quando si parla di “operai” si parla di tutti i lavoratori sottopagati e senza diritti. (o con 4 diritti che non bastano)

    **Noi a QUESTI operai, che spesso stanno dietro una scrivania, in un negozio, o magari in giro a vendere, che cosa abbiamo da proporre?**

    abolizione della biagi, difesa dello statuto dei lavoratori, battaglie per i diritti? Non capisco perchè da ieri ad oggi tu debba trovare un miracolo di risposta. la risposta c’è…è che nessuno ha fatto niente per metterla in pratica. qualcuno c’ha provato, ma in piazza c’erano solo i comunisti.

    c’è il precariato, che risposta vuoi dare? toglierlo, abolirlo e lasciarlo solo per quelle forme di lavori che lo giustificano (un animatore di villaggio estivo )

  11. ladytux said

    @rigitans, a quanto pare (mussi e verdi mi sembra) si guarda al pd…fino a ieri era il peggio oggi no..e poi una persona dovrebbe votarli? mah
    @mario..le domande erano sul post di ieri, su quesco come la penso c’è, non tutto ma c’è. sugli imprenditori, non mi pare che da questa parte si siano lanciati strali contro i piccoli imprenditori ma contro confindustria e gli IMprenditori…non in base a partite iva ma in base a società per azioni e porcate varie.
    Rivendico però che se per far crescere la sinsitra io devo dire a chi mi dice “via i rom” “si li sgomberiamo”, o via i lavavetri @causa della criminalità italiana (minchia ero rimasta alla mafia) non guardate me.
    (per il territorio e la presenza ATTIVA, sono d’accordo è quello che dico io..e mi pare che potendo ci sia abbastanza..si può far di meglio)
    @Guevina…sono d’accordo, quello che spaventa me che sento dire “se l’operaio vuole mussolini sposiamo le tesi di mussolini” cosi votano anche noi 😦
    @Paolo, ma si che lo leggo e l’ho letto, ma se io persona ti chiedo come la pensi e tu mi dai un libro o un link e mi dici leggitelo, io lo leggo, altri dicono vabè ascolto silvio, almeno parla facile. Era una battuta con stratex, ma è la difficoltà della sinistra..infatti votano lega…quelli della lega sanno chi è mangaberia? mmmmmmm
    @conteoliver..appunto recuperare o ricostruire la parte “umana”

    besos rojos
    ladytux

  12. stratex said

    Lady, il posto della gente di sinistra, non è solo in fabbrica. Ci sono infiniti altri posti dove il nostro elettorato di riferimento si trova, e non solo perché ci lavora.
    Ti faccio un esempio. Io sono CGIL e lavoro in una grande azienda di telecomunicazioni. Da anni conduco una battaglia personale sul modo di fare sciopero. Nelle realtà come la mia, se fanno sciopero 100 impiegati non succede nulla. Significano solo 100 giorni di stipendio in meno nelle tasche di chi lavora e 100 in più nelle casse dell’azienda. A che serve? A niente. Il mio essere di sinistra, significa avere la capacità di individuare nuovi modi di collegare, nell’esempio, il lavoro al sindacato. Pensi che il fatto che aver discusso pubblicamente queste cose e di averle privatamente ribadite dentro e fuori l’azienda abbia smosso il sindacato? Ovviamente no. Perché è diffusa la religione della forma e la conservazione dell’esistente.

    E’ questo che intendo, come esempio, per farti comprendere che la società che cambia richiede modelli di pensiero nuovi, da cui discendono idee nuove per cambiare la società e renderla più giusta. Ma più giusta secondo una visione, la nostra, dato che un giusto assoluto non esiste.

    Allora se il problema è “dare comunque una risposta” non sono d’accordo con te. Ma se il problema è “dire con chiarezza ciò che si pensa” e “agire con coerenza”, credo che siamo perfettamente allineati.

    Diverso l’aspetto sui temi di fondo. Come ti dicevo, io ho personalmente abbandonato il comunismo storico ed internazionale come punto di riferimento. Non mi interessa imporre una classe su un’altra e non credo in nessuna forma di rivoluzione violenta, per quanto apparentemente proveniente dal basso. Ho una fede profonda nella democrazia e nel metodo democratico e ripudio autoritarismi, violenze e dittature, fossero anche nel nome del proletariato. Credo che le esperienze storiche di grandi stati-partito come l’Unione Sovietica e la Cina Popolare siano lì a dirci chiaro e tondo come finisce chi persegue una chimera in un mondo comunque governato dall’affarismo e della finanza internazionale, in cui l’industria riveste un ruolo del tutto marginale.

    Sono stato un comunista italiano, però. Ma è chiaro che il comunismo italiano altro non era che l’espressione di un socialismo democratico di stampo europeo, che nulla ha mai avuto a che fare, almeno a partire dal secondo dopo guerra, con il comunismo internazionale. Non credo serva essere dei mostri in storia per rendersi conto di questo e accettarlo serenamente. Tra l’altro, parliamo di un comunismo italiano strettamente intessuto nella società italiana, fortemente caratterizzata dalla presenza e dalla influenza dei cattolici. Una parabola che si è aperta dopo la seconda guerra mondiale e si è chiusa oggi con la fondazione del PD, una nuova democrazia cristiana che incarna nello stesso soggetto Don Camillo e Peppone.

    Per quanto riguarda il ruolo dei militanti e del loro essere capaci di partecipare all’elaborazione della politica e delle sue sintesi, anche qui siamo in disaccordo: io non ho nessuna intenzione di predicare il verbo del vertice del partito, o il partito si apre al dialogo democratico con la militanza ed elabora insieme, oppure è un inutile e dannoso apparato che vive di vita propria, costruendo alleanze affaristiche e clientelari che servono a mantenere posti in parlamento, piuttosto che a lavorare nella società, con i militanti.

    Tornando al discorso delle soluzioni, purtroppo, mi duole constatare che, nell’esempio che ho fatto, tu mi hai detto che sei per aumentare il livello degli stipendi perché sei comunista. Magari non hai preso in considerazione le altre ipotesi che ho accennato solo perché sono complesse. Ma ti assicuro che è molto più di sinistra lavorare sull’imposizione indiretta che limitarsi a dire “aumentiamo i salari”. Non esistono ricette magiche, in economia, ma tutto ha delle conseguenze: la persona o il governante di sinistra non deve pensare sempre che il benessere di chi sta peggio è possibile solo dandogli più denaro. Può costare meno usare altre strade e si ottengono risultati maggiori e comunque più duraturi.
    Certo che poi ci sono dei principi assoluti sui quali è inutile discutere perché sono assodati, almeno per chi come noi si colloca a sinistra: i beni comuni che non devono essere privatizzati, ma non per via del profitto dei privati, ma per via della loro instrinseca attenzione ai conti piuttosto che a ciò che conta. E così per la scuola, la cultura, ecc.

    Per terminare, poiché anche io ripudio il marketing nella politica, non voglio cambiare i miei valori per farmi votare dagli altri! Ovvero non voglio costruire un partito che va al governo, ma un partito che attraverso la sua azione politica e di governo aiuta i suoi elettori a migliorare la loro condizione, lunga una linea strategica.
    La mia idea di partito nasce dal confronto con la società. Tante persone si mettono insieme e attestano i loro bisogni e i loro valori, travasandoli in un partito che espressione di un sistema di riferimento elettorale e politico e che agisce per questo, non per la conquista del potere con cui imporre al resto del mondo una visione ideologica.

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