Ladytux

avanzando senza sosta, su terreni accidentati

6-12-2007 noi non dimentichiamo

Posted by ladytux su novembre 16, 2008

thysspen

Di seguito leggerete l’appello che indice una manifestazione a Torino per il 6 dicembre prossimo, primo anniversario del rogo che uccise 7 operai alla Thyssenkrupp. Redatto dall’Associazione “Legami d’acciaio” (ex operai Thyssen più familiari delle vittime) e dalla Rete nazionale per la Sicurezza sul Lavoro. L’appello chiama a una mobilitazione la più vasta possibile non solo per ricordare i 7 lavoratori morti e per testimoniare la vicinanza e la solidarietà alle famiglie delle vittime e ai compagni di lavoro, ma anche e soprattutto per alzare il livello dell’iniziativa a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, contro le stragi del profitto. Le adesioni si richiedono preferibilmente individuali (indicando luogo di lavoro, città ed eventualmente appartenza o incarico sindacale), sia per dare un carattere il più possibile “trasversale” a sigle politiche e sindacali, sia per disinnescare alcuni tentativi di freno, se non di aperto boicottaggio, già all’opera in alcune aree confederal-concertative. Sono comunque importanti e gradite.
E’ quindi importante aderire all’appello e partecipare alla manifestazione Su questo chiediamo l’aiuto di tutt*.
il Comitato promotore
L’adesione la si può inviare alla mail 6dicembre@gmail.com Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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6 dicembre 2007: strage di 7 operai alla ThyssenKrupp di Torino
6 dicembre 2008: non dimentichiamo tutte le stragi e morti sul lavoro

Il 6 dicembre di un anno fa un rogo sprigionatosi all’interno dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino faceva strage di 7 operai. Sette vite bruciate e sette famiglie lasciate nella disperazione. Forte fu la commozione e l’eco in tutto il Paese. Le massime autorità dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica Napolitano, dichiararono che avrebbero fatto l’impossibile affinché stragi come quella di Torino non fossero più avvenute.

Spenti pian piano i riflettori dei mass-media, la questione della sicurezza sul lavoro è sparita dall’agenda politica di governi e parlamenti, sostituita da quella – montata ad arte – della “sicurezza” nelle città, della psicosi dell’immigrato stupratore, rapinatore, pirata della strada o altro, dimenticando che secondo studi della stessa UE, le città italiane sono le più “sicure” d’Europa… Ma tant’è, si mandano forze di polizia e militari nelle città, ma non si fa un passo per garantire incolumità e sicurezza a chi vive di lavoro. La strage di Torino non è stata la prima e, purtroppo, non è stata l’ultima: i circa 4 morti al giorno nei luoghi di lavoro dovrebbero suonare come un sono schiaffo per qualsiasi società che abbia la presunzione di definirsi “civile”.

Ma in Italia no: qui non solo si continuano a varare provvedimenti assolutamente insufficienti, soprattutto dal punto di vista delle azioni di contrasto e di sanzione nei confronti delle aziende, come da quello dei poteri e delle agibilità degli RLS e degli ispettori INPS o INAIL (come il nuovo Testo Unico, Legge 81/2008), ma a questi si affiancano leggi e decreti come quello sulla detassazione degli straordinari (Legge 126/24 del luglio 2008), quello sulla deregolamentazione del mercato del lavoro (Legge 133 del 5 agosto 2008), la direttiva del Ministero del Lavoro che indebolisce i servizi ispettivi del ministero stesso e dell’INPS (settembre 2008), e, ultimo solo per tempo, il ddl 1441 quater, attualmente in discussione alla Camera, che vorrebbe sterilizzare i processi e legare le mani ai giudici del lavoro.

Il segnale è purtroppo molto chiaro: da un parte si continuano a garantire condizione di massima redditività delle aziende (cioè massimi profitti), dall’altra si aumenta la precarietà, si allunga l’orario di lavoro, si controllano di meno le violazioni in termini di sicurezza, diminuendo quindi la tutela della salute e dell’incolumità del lavoratore, così come di chi vive in città o quartieri vicini ad impianti industriali: ecco che, quindi, l’immigrato che lavora nel cantiere si trova nella stessa barca con l’operaio Fiat, con l’abitante di Taranto che respira le polveri tossiche dell’ILVA, o con il valsusino che rischia di morire di amianto se partiranno i lavori del TAV… Siamo stanchi di restare a guardare, spettatori/vittime di una macabra rappresentazione che coinvolge, direttamente o indirettamente tutti noi.

Il 6 dicembre saremo a Torino e sfileremo dalla Thyssenkrupp al Palagiustizia non solo per ricordare i nostri 7 compagni di lavoro morti nel rogo di un anno, reclamando giustizia in un processo che sta per entrare nel vivo, ma per ricordare tutti i lavoratori e le lavoratrici che ogni giorno perdono la vita o subiscono gravi infermità perché qualcuno, per volersi arricchire sempre di più, li fa lavorare sempre di più, sempre più velocemente e in condizioni sempre più insicure.

Il processo Thyssen è giunto ad un grande risultato, senza precedenti nella storia della giurisprudenza italiana: i lavoratori vengono ammessi dal Gup come parte lesa e quindi riconosciuti come parte civile in un processo contro i sei dirigenti della multinazionale tedesca per il rischio che hanno occorso a lavorare in un’azienda (peraltro già chiusa), così come purtroppo ha colpito i nostri cari sette compagni in quella tragica notte.

Ma sappiamo che questo non basta: siamo coscienti che sarà possibile invertire questo drammatico corso di sangue e di morte (una “guerra” che fa più vittime della guerra in Iraq o delle guerre di mafia) solo se riusciremo ad affermare un punto di vista, che è chiaramente, senza se e senza ma, quello di salvaguardare la salute, la sicurezza nei luoghi di lavoro e di fare sempre e comunque gli interessi delle lavoratrici/ori scegliendo fino in fondo e senza ambiguità da che parte stare, ossia dalla nostra parte, con orgoglio e dignità, quella di chi lavora.

Per questo facciamo appello a tutte le organizzazioni sindacali, alle associazioni dei familiari, ai medici e ai giuristi sinceramente democratici, agli ispettori del lavoro, dell’INPS e dell’INAIL, ai giornalisti coscienziosi, ai giovani e agli studenti che in queste settimane stanno difendendo il loro futuro, a partecipare e a sostenere questa manifestazione. Perché se non lo facciamo noi, non lo farà nessuno al nostro posto.

Torino il 6 dicembre 2008 – Manifestazione con concentramento di fronte allo stabilimento ThyssenKrupp, Corso Regina Margherita 400, ore 09.30

Associazione LEGAMI D’ACCIAIO (ex-operai ThyssenKrupp e familiari delle vittime)
RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

Prime adesioni individuali:
1. Ciro ARGENTINO, RSU FIOM-CGIL Thyssenkrupp (Torino) 2. Nazareno BALANI, Collettivo Lavoratori Comdata – FLMU-CUB (Torino) 3. Riccardo DE ANGELIS, RSU FLMU-CUB Telecom (Roma) 4. Riccardo DI PALMA, RSU RdB-CUB del Comune di Borgomanero (Novara) 5. Gianfranco DI PUPPO, RdB-CUB Comune di Torino 6. Andrea FIORETTI, RSA FLMU-CUB Gruppo Sirti (Roma) 7. Vincenzo GRAZIANO, FLMU-CUB Comdata (Torino) 8. Massimiliano MURGO, RSU FLMU-CUB Marcegaglia Building, Sesto San Giovanni (Milano) 9. Irene ROSSETTI, Collettivo Lavoratori Comdata – FLMU-CUB (Torino) 10. Raffaele ARGENTA, Fiat Mirafiori (Torino) 11. Cristiano BRUZZI, precario (Bologna) 12. Luca CARRETTA, RSU SLC-CGIL Telecom Italia S.p.A . (Torino) 13. Roberto BEGHELLI, RSU FLMU-CUB Telecom Italia S.p.A. (Bologna) 14. Daniela CORTESE, RSU Telecom Italia Sparkle, Circolo PRC TLC (Roma) 15. Egidio BERTOLOTTI, Regione Lombardia 16. Giovanni CESAREO, docente alla Facoltà di Design del Politecnico di Milano 17. Massimo IBERTI, RSU Cobas Pubblico Impiego all’Università di Torino 18. Arnaldo DEMETRIO, FLMU-CUB Telecom Italia (Milano) 19. Paolo FORNELLI, segretario provinciale PdCI (Pavia) 20. Luca MALMUSSI, RSU FLAI-CGIL Inalca\Jbs di Castelvetro (Modena) 21. Francesco FUMAROLA, FLMU-CUB Atesia (Roma) 22. Riccardo FILESI, SdL Alitalia (Roma) 23. Barbara RICCI, SdL Alitalia (Roma) 24. Giuliano MICHELI, CUB Trasporti Alitalia (Roma) 25. Luca CLIMATI, RSU RdB-CUB INPDAP (Roma) 26. Fabrizio COTTINI, FIOM-CGIL Sielte (Roma) 27. Sante MARINI, FIOM-CGIL Alcatel Alenia (Roma) 28. Maurizio BACCHINI, FIOM-CGIL Baxter S.p.A (Roma) 29. Marina CITTI, CGIL Menarini S.p.A. Pomezia (Roma) 30. Antonello TIDDIA, RSU Carbosulcis 31. Catia GALASSI, RdB-CUB Servizi Sociali, Comune di Novara

Adesioni collettive:
* SLAI-COBAS per il sindacato di classe * Assemblea dei Lavoratori Autoconvocati * Comitato “6 dicembre – Basta Morti” – Torino * Comitato “5 aprile” – Roma * Cittadini contro l’amianto della provincia di Cremona * FLMU-CUB Bologna

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